Modest Fatima El Hossi, il sogno, il costume da bagno e l’invidia.

-di Cinzia Aicha Rodolfi

Modest Fashion blogger Fatima el Hossi, la più seguita in Italia, in equilibrio tra ambizione professionale, successo e valori tradizionali islamici.

Lo stile modest di Fatima El Hossi, giovanissima seconda generazione marocchina, possiamo averlo associato ad un carisma poco ‘maghrebino’, invero forse nordico.
Occhi e pelle chiara da svedese, che ci ricordano le top model scandinave, inducono ad una percezione molto differente dalla realtà.
Ti immagini una personalità freddina ed un piglio sbarazzino, poi quando la conosci scopri essere tutt’altro, e sorridi ascoltando il suo accento timido veneto.
Una vocina dolce, che rispecchia perfettamente le tante foto col faccino imbronciato, ci risponde al telefono e ci racconta di sé come se a parlare fosse una bimba.
Cresciuta in Italia, ora vive in Svizzera perciò non ci è facile incontrarla di persona.
Poi dopo qualche minuto che parla di sé, però, diventa evidente che, seppur giovanissima, ha le idee ben chiare e dimostra una maturità inaspettata. Più di diecimila followers su Instagram, sentiamo come la pensa Fatima della sua vita?

 

“Il mio obiettivo? Prima di tutto voglio diventare una moglie, poi una imprenditrice e quindi anche una mamma. Le cose si devono fare per bene ed ho capito che è fondamentale lavorare su se stessi anche creandosi un’immagine pubblica. I miei account social mi stanno aiutando molto; ogni giorno aumentano i ‘followers’ e mi rendo conto che le foto pubblicate servono a ‘farmi seguire’ da sempre più persone. Fa tutto parte del mio progetto; oggi come oggi è indispensabile, se vuoi diventare una stilista famosa, devi avere una vita  pubblica condivisa. Il mio sogno professionale è questo. Voglio avere tante persone che mi seguano perché loro saranno i miei clienti dell’azienda che sto creando.”

Le chiediamo di parlarci di ‘Hasfanveil’, cioè il suo Brand/Startup nato da pochi mesi, ma ancora in incubatrice.

“Eravamo dieci amiche, tutte appassionate di moda e di veli e abbiamo pensato ad  un progetto di Modest Fashion  che partisse dalla creazione di veli fatti completamente a mano. Al hamdulillah, bella idea vero? Strada facendo alcune hanno abbandonato ed ora siamo rimaste solo in cinque. Due di noi, compresa la sottoscritta, abbiamo studiato moda per diversi anni, le altre tre stanno facendo dei corsi brevi. Noi due che abbiamo studiato sartoria e modellistica siamo quelle che stanno spiegando alle altre, perché ripeto è un lavoro completante artigianale. Al hamdulillah, grazie a Dio è un bel progetto.
Compriamo i tessuti in Turchia, in Francia e in Italia. Grazie a Dio è un progetto innovativo, vogliamo farlo bene e quindi ci stiamo lavorando con calma e scrupolo.”

Alla domanda sul suo velarsi e sul fatto che ora non possa più indossare il costume da bagno ci risponde con una inaspettata ed interessante storia di vita e riflessione.

 

 

“Dunque io ho indossato per la prima volta il velo in seconda media e vi giuro che non ho mai avuto alcun problema. Certamente i primi giorni, sia gli insegnanti che i compagni, mi hanno fatto domande, ma senza cattiveria. Penso che la reazione delle altre persone spesso sia semplicemente una logica conseguenza di come ti poni tu con il tuo velo. E poi sapete cosa vi dico? Dopo che hai indossato il velo, rimani la stessa identica persona di prima, anzi migliori. Si veramente, ora ne sono convinta, il velo davvero ti migliora, perciò non ha senso essere criticata per averlo indossato.
Non ho mai avuto problemi nemmeno adolescente, in nessun ambiente, mai.”

“Non posso più andare in spiaggia con il costume da bagno, ma  sinceramente non mi interessa perché non amo nuotare. Se mi capita di andare al mare rimango vestita normalmente, oppure indosso il burkini senza problema. Però vorrei dire una cosa alle ragazze che stanno decidendo di velarsi, il mio consiglio è quello di pensarci molto bene. Non deve essere imitazione oppure una moda senza aver preso coscienza e nemmeno un gioco. Dovete sapere che la vostra vita cambierà ed esserne consapevoli. Riflettete con calma e poi prendete la decisione definitiva. Spero che la vostra decisione sia proprio quella di diventare hijabiste per sempre. Spero che indosserete tutte i miei veli”

L’Ultima domanda riguarda coloro che la invidiano e la criticano.

“Non mi interessa proprio, anzi ne sono contenta, in effetti so che, anche chi mi critica mi segue. Le critiche costruttive servono per migliorarmi e per crescere; quelle che non costruiscono e non mi servono non le ascolto e vado oltre. Veramente c’è tanta gente che deve parlare sempre anche quando potrebbe evitare di evidenziare ogni piccolo difetto. Pazienza, peggio per loro che perdono il loro tempo.”

Ringraziamo Fatima, noi continuiamo a seguirla e le auguriamo un grande successo a lei ed alle sue amiche, e certamente saremo i primi a raccontarlo. Intanto abbiamo già contattato le sue socie e presto sveleremo alle nostre lettrici qualche ‘dietro le quinte’ di Hasfanveil.

State con noi!

photo:(foto di copertina e seconda foto interna di Michele Brotto)

(ultima foto qua sotto di Fabio Treviso Zero)

leggi anche:

http://www.verdejennah.com/2016/09/19/modesta-si-sciatta-no-pagliaccio-ancora-peggio/

Un pensiero su “Modest Fatima El Hossi, il sogno, il costume da bagno e l’invidia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *