Velo in testa, estate, mare e caldo! Tanto caldo 

-di Nada Ismail

Velo in testa e tanto caldo, la sauna ed anche il bagnoturco incorporati.

Il velo in testa al mare, pesante o leggero che sia, con il caldo d’estate, magari con quei famosi 35 gradi all’ombra e il settanta per cento di umidità. Quando ti suda anche il mignolo, non è certo una prova semplice.
Estate significa: sole, mare e soprattutto caldo, caldo, tanto caldo!
Niente di nuovo, vero?

E invece per una ragazza velata da poco, non può esserci nulla di più sconvolgente!
Non raccontiamoci sciocchezze!

Anzi siamo qui per parlarci con franchezza, e bandire le bugie di pinocchio, anche perché mai vorremmo che ci crescesse il naso, che troppo lungo, non potremmo nasconderlo sotto il ciuffo di capelli selvaggi.

Ho scelto di indossare il velo in pieno dicembre, un sogno tenuto da tempo in quel cassetto che ho deciso di aprire esattamente un mese dopo la mia laurea.

Dicembre bello fresco, direte voi, ma anche l’inverno più freddo pian piano se ne va, magari lasciando il posto ad un estate torrida.

“Come chiudersi in faccia le porte del mondo del lavoro prima ancora di cominciare”, mi dicevano i miei genitori non proprio contenti della mia scelta.Io imperterrita ho continuato ostinata e decisa sulla strada del mio amato velo, senza curarmi di loro.

Ogni ragazza che porta il hijab ha ben presente quel frullato di emozioni che si prova all’inizio: entusiasmo, euforia, genuina felicità, il mondo sembra un posto migliore, i monti ti sorridono proprio come a Heidy, pony ed arcobaleni ovunque, ti senti leggera, bella, orgogliosa e soprattutto in pace con te stessa.

Un sogno diventato realtà.

Questo stato di beatitudine durò per qualche mese, ma dovetti fare presto i conti con le giornate che piano piano diventavano sempre più calde.

Nessuno mi aveva preparata e non avevo assolutamente idea di ciò che mi aspettava, ed oggi sono qui a confidarmi con voi care ragazze non velate che state per prendere una delle decisioni più difficili della vostra vita.

 

Dovete ascoltarmi e comprendere che le hijabis bellissime e sorridenti si stanno facendo le foto mentre un bocchettone di aria condizionata alita di fianco a loro, altro che…

Vorrei dirvi che fu di tutto sempre più facile, che indossai un velo straordinariamente leggero e arieggiato, e non sentii affatto caldo, ma vi prenderei in giro.

La verità è l’esatto opposto, la verità che fu un completo disastro.

A volte avevo la sensazione di soffocare per l’afa che mi saliva in volto dalla leggera pashmina di puro cotone. Come avere una sauna intorno al collo, mi sentivo svenire e sembrava che anche i battiti del cuore accelerassero ed io ero in preda ad uno spasmodico impulso di strappare quel tessuto malefico.
Sicuramente l’agitazione non facilitava il mio ‘stage’ da velata, ed ero sull’orlo di una crisi di nervi.

Altre volte evitavo semplicemente di uscire di casa per aggirare il problema, inventandomi scuse paranormali  tipo:”Mi fa male l’alluce e non riesco a camminare”.

Inoltre forse non avete idea di cosa voglia dire passare le ore (non in senso metaforico) davanti allo specchio a provare e riprovare, girare in un senso e poi in un altro, cambiare un velo e poi un altro ed infine ritrovarsi dopo qualche ora con “l’impalcatura” in bilico a rischio frana.  E perenne torcicollo con il quale dover convivere.

Senza parlare del fatto che nell’armadio avevo solo abiti sbracciati, non abbastanza lunghi, non coprenti, troppo stretti e inadeguati. Anche a questo non avevo mai pensato!

Ero sull’orlo di una crisi nervosa.

Cominciai ad arrangiarmi in qualche maniera, vestendomi a cipolla, come dico io; strati e strati, lunghezze diverse, colori diversi… pessima, pessima decisione, anzi un incubo! È molto più caldo ovviamente.

Nella mia mente si era creato un conflitto, sul ring c’ero la ‘Nuova Nada’ con il velo tutta fradicia affannata e vestita da pagliaccina, e dall’altra parte la ‘Bella Nada’. Bella fresca e sorridente con uno splendido abito in organza senza maniche.

Lo scontro era un vero e proprio bagno di sangue per rendere l’idea.

Mai come in quel momento ho avuto tanti ripensamenti, credevo di aver fatto un terribile errore e poi ‘cavolo’ se mi mancava quella sensazione di freschezza accarezzare la mia pelle. Pensavo al vento nei capelli, sognavo di correre con i capelli danzanti in un prato di fiori. Mi immaginavo immergermi in bikini nel mare freschissimo, e godere di quella sensazione impagabile. Sognavo ad occhi aperti di essere sdraiata sotto un getto potente di aria condizionata. Stavo rasentando la pazzia.

È passato un anno, le 4 stagioni si sono susseguite, e sono qui, ancora con il mio adorato velo ad adornare il mio viso, quest’anno decisamente meno spaventata all’idea di affrontare i soliti 35 gradi che mi aspettano.Che cosa mai mi avrà resa forte abbastanza da sopportare il caldo e da impedirmi di togliere il velo?

Che cosa è successo?

Forse la parola chiave che racchiude tante motivazioni, quella di cui parlano tutti i motivatori è proprio ‘la consapevolezza’.

Lo ammetto, l’anno scorso in quella fase di panico avevo perso di vista il vero motivo della mia decisione.

Perché avevo deciso di indossare il velo? Della serie: ‘Ma chi me lo faceva fare di soffrire così tanto?’

Ovviamente solo esclusivamente, ma non è affatto poco, per compiacere Allah, il mio Creatore e Signore.

Ebbene successe che proprio un giorno afoso estivo in cui stavo pensando alla fatica che avrei fatto uscendo di casa con il velo, ebbi l’illuminazione.

Semplicemente mi rammentai quale fu, mesi prima, la sensazione di uscire di casa per la prima volta velata. Perché quel primo benedetto giorno io ero felice e determinata.
Ricordandomi che quella prima giornata era fredda, mi rinfrescai il cuore e il corpo dal pensiero di un emozione travolgente.
Compresi che mi ero davvero lasciata andare e auto caricata di negatività. Troppa retta alla mia nafs (anima delle passioni)che mi sussurrava che sarei morta di caldo.

Realizzai che dovevo cambiare e pensare a qualcos’altro. Cominciai a concentrarmi a pensare che per quanto io possa essere stata sudata e vestita male in realtà davanti a Dio ero modestamente bellissima e per ogni goccia di sudore ed ogni “sofferenza” un giorno sarei stata ricompensata!

Senza rendermene conto, solamente coprendomi, stavo facendo qualcosa di straordinario, da vera guerriera! Sì, sono una combattente, in lotta contro i sussurri del  Shaytan (satana), contro la nafs (anima delle passioni), le debolezze e contro tutte quelle prove che Allah mi manda sulla mia strada.
Da quel momento ho cominciato semplicemente a vincere e continuo a tutti i giorni portando con determinazione ancora la mia armatura di stoffa colorata fiera di ciò che rappresento.
Tenevo molto a condividere questa mia esperienza per rivelare che noi hijabiste (donne velate)siamo creature normali e abbiamo debolezze e facciamo fatica come chiunque altro. Non esiste una medicina che ci abbassi la temperatura corporea in estate in modo da temperare il calore che sale sotto al velo. Non abbiamo un ventilatore incorporato nel collo. Forse l’unica cosa che abbiamo è un amore grande per Allah al quale aggrapparci ogni volta che quei cavolo di trentacinque gradi ci mettono a durissima prova.
Siamo ostinate nella nostra convinzione di essere nel giusto, nella speranza unica del raggiungimento di un comune obiettivo: il verde  Jennah(paradiso)

2 pensieri su “Velo in testa, estate, mare e caldo! Tanto caldo 

  1. Ti ringrazio con ogni atomo che mi rappresenta in questa tua perfetta descrizione della mia prima estate da donna velata (e quindi anche sapientemente coperta) ,in contrapposizione al primo passo ,bellissimo e pieno di determinazione ,fatto come te anche a dicembre;inutile ripetersi come quindi siano man mano venute meno tutta quella grinta e determinazione che sentivo in quei giorni,lasciando man mano spazio a una forte paura che potesse essere stato un volo pindarico e niente di più…eppure la mia scelta è stata ed è tuttora consapevole e autentica ,è allora come spiegarsi questo scivolone? Ma poi,il fattore chiave che tra tutti avevo chiaramente sottovalutato: il fatidico caldo ,acerrimo nemico di ogni più buona intenzione …E quindi,conseguente patatrac, stessa identica situazione …Ho avuto la sensazione di leggere il brusio dei miei pensieri incessante e distruttivo
    Ma ecco,mi capita sotto agli occhi questo blog (Lhamdulillah!!) ed ecco che riaffiora una consolazione è anche una speranza,mi sento meno sola nell’affrontare questo mare (di sudore) e magicamente sento che torna anche quella bellissima sensazione provata nel freddo di dicembre e no,non è un calo di pressione (non stavolta 😂)
    Ti ringrazio con ogni atomo di speranza che si è materializzata leggendo parola dopo parola perché mi sento compresa,ed è una bellissima sensazione.
    Grazie di cuore, Houdallah 😊

    1. Salam aleikom!! E’ la prima volta che pubblico qualcosa e la prima volta che ricevo un messaggio come il tuo, non hai idea di quanto tu mi abbia resa felice!!! sono davvero contentissima di essere riuscita ad arrivare a te e darti coraggio, hamdoulillah! mi hai commossa!!! Spero che questa estate sia andata bene ed il caldo sia stato più sopportabile, ti ricorderò nei miei doaa, grazie di cuore <3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *