Blogger musulmana italiana, Sara El Tarass si racconta 

Blogger che ha superato 11.000 followers, Sara El Tarass è la seconda musulmana italiana più seguita sulla rete. Intervistarla è stata l’ennesima piacevole ed interessante scoperta. 
-di Cinzia Aicha Rodolfi
Nata in Egitto ma trasferitasi in Italia quando aveva 2 anni, lombarda d’adozione, oggi che ha 20 anni la bellissima blogger Sara El Tarass, studia in università statale a Milano.
Ha voluto pensarci molto bene a cosa fare dopo il liceo, sostiene che tale scelta universitaria doveva essere ben ponderata:
“Ho impiegato davvero tanto tempo per capire cosa volevo veramente fare, la società non ci aiuta a decidere. Ci ho messo un anno intero, meglio tardi che mai, come si suol dire. Ora sono soddisfatta e vado avanti decisa e determinata.”
 
“Ho indossato il velo la prima volta proprio in prima media, per mia scelta personale, nessuno me lo ha imposto. Desideravo metterlo e l’ho fatto. Certo ci vuole coraggio e determinazione, ma anche una profonda serenità nel cuore. Da subito ho cominciato a seguire le famose fashion blogger musulmane per trovare ispirazione. Ho sempre cercato di mettere il velo in maniera da sentirmi anche alla moda; studio i migliori abbinamenti di stile e colore. Mi vesto spesso sportiva  e casual, ma anche più o meno elegante a seconda dell’occasione. In tutto questo il velo è un accessorio che cambia e si adegua all’outfit scelto. Si instaura così un gioco di armonie e creatività.
Per me è davvero parte normale e necessaria del mio abbigliamento. Amo il mio velo e sono convinta che hijab e moda vadano d’accordo, senza alcun pregiudizio. Modest Fashion non significa altro che Moda Modesta, ma nel senso di coperta e pudica.
Amo gli occhiali eccentrici, e le sneakers; magari tra un mese amerò invece mettermi le scarpe con i tacchi a spillo e il monocolore e cambierò totalmente look: la moda è arte, creatività e innovazione; credo che noi hijabiste non dobbiamo rinunciare a seguire la moda.”
 
Sara conosce molto bene ciò che la stampa riporta circa l’industria del Modest Fashion, i milioni e milioni di dollari che si fatturano e ne vuole far parte, anche solo come fan lei stessa, di questo mondo di tessuti, colori e volumi che si trasformano e si intrecciano.
Segue ogni brand occidentale così come quelli muslim e ci racconta che ha apprezzato H&M con la modella velata, oppure DolceGabbana con le abaya floreali. Ci spiega che ha letto economisti azzardare che l’industria del Modest Fashion assumerà connotazioni addirittura gigantesche in America e lei vuole far parte di un messaggio importantissimo.
Sara vuole dimostrare al mondo che le hijabiste possono essere davvero felici e libere di fare qualsiasi cosa.
Desidera essere testimone propositiva e messaggera del fatto che si possa indossare il velo islamico senza rinunciare a sentirsi ben vestite; piacersi quando si esce di casa. Insomma adeguate in ogni situazione.
“Noi ragazze col velo possiamo avere  tranquillamente una vita come le non velate, uscire come le nostre coetanee, anche fare sport,  studiare e lavorare, perché no?
Io ve lo dimostro sulla mia pagina Instagram.
Pubblicare foto di me stessa hijabista in Italia, nella quotidianità sul mio account, fa parte del mio percorso.
Intanto mi preparo alla laurea e sogno di realizzarmi sul lòavoro, trovando un impioego in linea con la mia formazione ovvero le scienze dell’alimentazione.  Accanto a ciò, mi prefiggo di continuare a mostrare al mondo, seppur in maniera forse superficiale, quanto si possa essere felicemente ben visibilmente musulmane  anche in occidente.”
 
Ringraziando Sara per queste sue sincere e fresche parole, non ci resta che enfatizzare il concetto che seppur ci siano tantissimi detrattori ad allontanarci dall’indossare il velo islamico in occidente; ci sono sempre più giovanissime che sfidano ogni pregiudizio e confidano serenamente nel potere onnipotente di Colui che sta dietro alla loro importante scelta.
Azzardiamo questa conclusione:
‘Essere adolescenti o giovanissime donne musulmane in occidente non è affatto facile. Perché non sostenere dunque, senza sterili e bigotte critiche, lo sforzo di queste meravigliose blogger, che con molta freschezza partecipano felici a diffondere il messaggio di pace e serena convivenza?’ 
Seguiteci perché affronteremo il tema con uno spessore diverso.
può interessare anche

Un pensiero su “Blogger musulmana italiana, Sara El Tarass si racconta 

  1. continuo a pensare che la vita sarebbe più facile e d’estate si soffrirebbe meno il caldo se dio stesse fuori dal guardaroba (e poi perchè si occupa solo dei vestiti delle donne mentre un uomo d’estate può denudarsi e non è costretto a bollire?) spero in questo. nel frattempo ognuno faccia come vuole e vesta come vuole

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *