Il velo di Sharifa è un errore, meglio toglierlo

-Di Sharifa Ismaila

Hi guys, mi chiamo Sharifa (con l’accento sulla i), sono nata in Piemonte e ho 21 anni. Sono un’italiana di seconda generazione, afro italiana per l’esattezza, e musulmana. Indosso appunto il velo. Vivo a Londra da 4 anni e studio International Business alla Kingston University. Una volta finiti gli studi, vorrei lavorare come commercialista tra Londra e Milano, con la valigia in mano ‘amazing & not boring life’. Una vita emozionante e non noiosa seppur facendo conti e dichiarazioni dei redditi. Come hobby non escludo di continuare a fare la traduttrice per verdejennah blog, perché no?

Oggi vorrei brevemente parlare della moda, del modest fashion e della mia concezione del velo islamico, anche a rischio di non essere propriamente ‘traditional style’ come si suol dire.

Sono musulmana, su questo non ho dubbi, tutto il resto ora lo andiamo a scoprire assieme.

Quando ero piccola non ero un’appassionata di moda, solo durante il periodo dell’adolescenza il mio interesse è cresciuto, questo mi sembra ovvio e scontato. Perciò diciamo che durante il periodo delle medie e superiori in Italia mi vestivo… non so nemmeno io dare un senso al mio vecchio ‘look’. Devo ammettere che spesso sperimentavo cosa potesse significare vestirmi in maniera ‘trendy’ e non semplicemente coprirmi ‘a caso’. Oggi invece qui in Regno Unito amo vestirmi seguendo uno stile “business”, soprattutto perché il mondo del mio ambito lavorativo prevede quel gusto, e poi sapete bene quanto i londinesi tengano all’abbigliamento formale.  Ma vestire ‘velata’ e ‘formale’ non sono sempre due concetti facili da abbinare: per fortuna a salvare noi ‘libere professioniste’ c’è zio re Giorgio!

Lo stilista che meglio rappresenta la mia concezione di moda è proprio Giorgio Armani. Adoro i suoi capi d’abbigliamento, sono semplici ed eleganti allo stesso tempo, mai volgari e veramente adatti per il mondo del lavoro dove le donne devono essere in pantalone per farsi valere e acquistare ‘valore’. Poi ho scoperto che Armani in effetti fu il primo a vestire la donna che deve andare in ufficio, superando il canone della donna con la gonna sexi e i tacchi a spillo, ma con i pantaloni “maschili” e le scarpe basse. Giorgio inventò il tailleur a pantalone, e vorrei dire: ‘God save king George!’.  Oltre a salvare anche ‘Queen Elizabeth’ ovviamente.

Parliamo del velo che porto in testa. Mia madre un bel dì si svegliò e, come se niente fosse, mi disse che quel giorno stesso avrei dovuto uscire di casa con il velo. Avevo 12 anni e fu il più brutto giorno di tutta la mia vita; ero terrorizzata che i miei amici potessero vedermi cosi, avevo paura della derisione. Grazie a Dio non andò male, ero più prevenuta io che gli altri circa il mio velo. Con il passare del tempo indossare l’hijab era diventata un’abitudine, i miei amici avevano fatto pochissime domande, tanto per loro era ovvio che prima o poi l’avrei messo.

Il velo ormai fa parte di me, è diventata un’abitudine e fa parte del mio abbigliamento. Ma a 12 anni, non decisi io di indossarlo e se mia madre non me l’avesse “imposto”, probabilmente tuttora non l’avrei ancora messo. Vedete il verbo imposto tra virgolette? Perché sono convinta che prima o poi avrei preso questa decisione io stessa, ma la differenza sta nel fatto che è stata mia madre a scegliere quando senza darmi nemmeno il tempo di capire e di reagire.

Oggi sono qua a farvi una confessione scioccante forse per le più devote e ortodosse. Però dovrete accettarla e comprenderla perché ho deciso di essere sincera e merito di essere ascoltata con attenzione.

A 21 anni, dopo aver indossato il velo per 9 anni, oggi spesso mi chiedo se debba toglierlo.

Il motivo è semplice, banale ma logico: penso che il velo bisognerebbe rispettarlo, perché questo pezzo di stoffa in testa deve far parte di un concetto più ampio e complesso. Esso rappresenta la nostra fede, e ben visibilmente abbiamo scritto in fronte queste parole: “Sono sottomessa a Dio”. Dunque significa che se vado in giro con questa evidente proclamazione di fedeltà al Creatore, dovrei per lo meno mantenere un comportamento adeguato a ciò che sto dicendo, o sbaglio? Dovrei impegnarmi per vestirmi in modo adeguato, ma anche avere uno stile di vita perfettamente islamico. Invece io non sono una perfetta musulmana, e nonostante ne veda molte come me, mi capita di domandarmi quale sia il senso di vivere sentendomi così inadeguata. Perché con il velo in testa non sono semplicemente Sharifa, ma sono prima di tutto una donna musulmana. Quindi quando sbaglio non vengo criticata solo io, ma anche la mia religione. Questo mi dà fastidio.

Sono convinta che queste riflessioni e dubbi avrei dovuto viverli a 12 anni, sarebbero stati appropriati, mentre ora sono pericolosi.

Confesso che mi piacerebbe uscire di casa con i capelli al vento, giacché sono passata dalla coda e trecce al velo senza soluzione di continuità. E non penso che commetterei un grave peccato se dovessi mai farlo. Questo dimostra che c’è stato un ‘pezzo’ mancante nel mio percorso.

Mi chiedo che senso abbia seguire un precetto esteriore e non seguire bene quelli che fanno parte dell’Islam interiore.

Forse lo toglierò, forse no, solo Dio lo sa e certamente solo lui può aiutarmi a capire e avere coscienza. Sto riflettendo da molto tempo e valutando che vorrei prima di tutto migliorare il mio islam, la mia adorazione e la mia ‘adab’ (comportamento eccellente).

Ciò nonostante, il velo mi piace, ripeto fa parte di me, non mi dà alcun fastidio, anzi quasi quasi mi piace molto sentirmelo che avvolge la testa, soprattutto in certe occasioni. Forse è solo un’abitudine? Non so. Sembra illogico ma lo scelgo con cura, scelgo il colore da abbinare al vestito.

Il velo islamico è simbolo di devozione, è il vestito della donna devota ma spesso diventa soprattutto un  abito culturale. Quante donne sono state costrette ad indossarlo, alcune vengono maltrattate se non lo indossano, anche uccise? Io penso che seguire i precetti della fede islamica significa crederci fermamente e, come il fatto di essere credente, implichi una decisione profonda e sincera. Non ci può essere costrizione nella religione, come anche dice Dio in un versetto famosissimo del Corano.

Se e quando avrò una figlia, le insegnerò a studiare e comprendere i precetti islamici, ma le darò anche la libertà di decidere se diventare davvero musulmana praticando e quindi decidere lei quando mettere il velo. Dio giudica il nostro cuore e le nostre azioni, come osiamo essere giudicate bene se non comprendiamo il senso di ciò che facciamo? O meglio se non siamo sincere con noi stesse, forse incoerenti? Un velo in testa fa così tanto la differenza? Lo so che sto cercando di nascondermi dietro un dito, ma il mio dubbio non è qualcosa da poco conto.

Mi interessa ascoltare i vostri commenti sinceri e saggi che possano aiutarmi a convincermi a non toglierlo, e vi ringrazio in anticipo.


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Meglio non indossare il velo islamico

Perché ho scelto il velo? (prima parte)

http://www.verdejennah.com/2015/09/07/perche-ho-scelto-il-velo-prima-parte/#more-241

3 pensieri su “Il velo di Sharifa è un errore, meglio toglierlo

  1. Cara sorella,

    Io sono una ragazza spagnola ritornata al Islam a settembre fanno 2 anni, Al ham dulilla!
    Io al contrario di te ho scelto tutto ciò col cuore, non è la prima volta che sento questa cosa che i genitori “obbligano ” a mettere il velo, metto la parola obbligo tra virgolette per che a volte è in modo agresivo a volte è in un modo sutile apelando ai sensi di colpa e al precetto di obbedienza dei figli ai genitori…
    L’essere musulmana certamente non è solo portare il velo, e come ben ai detto portare il velo implica un determinato comportamento è una grande responsabilità verso se stessa e verso l’Ummah.
    Capisco il tuo dilema molto bene, io ti consiglio di darti la opportunità di scegliere. Prova a fare un giorno senza e vedi come ti senti… ma ricorda che questa vita è una prova è tutto conta il giorno del Giudizio anche la più piccola cosa, tanto bene o male sia.
    Spero ti aiutino le mie parole, anche io vivo in Uk 🇬🇧
    As salamu aleykum wa rahmatullahi wa baraketu cara Sorella

    1. “ma ricorda che questa vita è una prova è tutto conta il giorno del Giudizio anche la più piccola cosa, tanto bene o male sia.”

      quindi? Vuoi dire che se decide di non portare il velo allora il giorno del giudizio potrebbe essere mal giudicata? Non ci siamo
      Sharifa, fai quello che ti senti di fare, a prescindere da cosa dice la religione

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